CLASS ACTION – PRIME PRESE PER IL CULO 27 Dicembre, 2007
Posted by marinfaliero in Senza Categoria.Tags: Cirio, class action, Parmalat
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Oggi leggo, mentre ’surfavo’ in senso stretto (ndr. cazzeggiavo qui e là), che stanno armeggiando per mettere al riparo i farabutti da eventuali Class Action.
Non che ci credessi molto, lo avevo già scritto in un post del 15 novembre, però che ne vogliano ammettere l’applicabilità per i fatti successivi all’entrata in vigore della norma fa veramente girare i maroni.
Leggete qui, live from “il Sole24Ore”, citato guarda caso dal sito dell’Associazione Nazionale fra le Imprese Assicuratrici (Ania).
Zitti zitti, quatti, quatti stanno mettendo nell’armadio blindato i casi Cirio e Parmalat.
Poi potremo farci tutti quanti una bella causa del cazzo, però collettiva.
CLASS ACTION – PRO E CONTRO 15 Novembre, 2007
Posted by marinfaliero in Senza Categoria.Tags: caro vita, casa, class action, democristiani, geriatrico, grillo, immigrazione, italiani, pensione, piazza, politica, politici, vecchi, veltroni
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Approvata la legge Finanziaria, in Italia, viene introdotta per i consumatori la possibilità di partecipare a cause collettive contro societa’ fornitrici di beni o servizi.
La celeberrima “Class Action” di estrazione nord-americana.
Non ho avuto modo di approfondire, ancora, in che termini andrà concretamente applicata ma questo istituto giuridico statunitense, è innegabile, esercita un fascino molto suggestivo sulla pubblica opinione, lusingata dalla possibilità di perseguire i colossi del potere economico e finanziario senza oneri per l’istruzione e conduzione di un procedimento giudiziario.
A tutto, infatti, pensano i solerti avvocati che rappresentano i consumatori e si fanno carico di tutte le spese necessarie e di tutti i rischi conseguenti al fallimento dell’iniziativa.
Fino a qui tutto sembra filare dritto, quasi fosse guidato da un cavo di acciaio temperato.
La Giustizia trionfa, grazie a nostrani Erin Brockovitch, ed in barba al potere senza scrupoli esercitato dai Grandi Babàu.
Avrete però intuito che esiste un rovescio della medaglia, rappresentato concretamente dalla percentuale del risarcimento che viene riconosciuta ai legali americani, si legge intorno al 30% del totale, ed in totale pregiudizio delle somme dovute ai danneggiati.
Se dal punto di vista politico l’introduzione della ‘Class Action’ garantisce un immediato ritorno di immagine, è forte la sensazione che gli aspetti etico-giuridici della faccenda non siano ancora così chiari.
E’ giusto infatti legittimare nel nostro sistema (per emulazione verso quello americano) sacrifici tanto pesanti dei diritti risarcitori dei consumatori-danneggiati?
Accettiamo anche il rischio che uno studio legale (indebitatosi pesantemente) accetti per convenienza una transazione urbi et orbi svantaggiosa?
Forse la nostra civiltà non è ancora pronta come quella statunitense per barattare un diritto con una parcella.
Attenzione, non è sempre tutto oro quello che luccica.