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LA POLITICA E’ SORDA (NON A CASO) ALLE RICHIESTE DI RINNOVAMENTO 31 Gennaio, 2008

Posted by marinfaliero in Senza Categoria.
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Il Presidente della Repubblica, 82 anni quasi 83, ha incaricato il Presidente del Senato, 74 anni quasi 75, di formare un Governo in grado di fronteggiare la recente crisi politica. Se si trovasse una maggioranza “politica” numericamente utile, anche striminzita, tutto passerebbe in cavalleria per l’abbraccio ossuto dei senatori a vita, Francesco Cossiga, di anni 79, Sergio Pininfarina, di anni 81, Carlo Azeglio Ciampi, di anni 86, Emilio Colombo, di anni 87, Giulio Andreotti, di anni 88, Oscar Luigi Scalfaro, di anni 89, Rita Levi Montalcini, di anni 98. Il più giovane della combriccola frequentava le scuole medie mentre gli americani sganciavano la bomba su Hiroshima nell’agosto 1945, ed il più anziano insegnava già all’Università del Missouri (USA).
Toni Blair, inglese, primo ministro della Corona dal 1997 al 2007, compie a maggio 55 anni.
Menziono per provocazione l’estratto di un discorso pronunciato ieri alla Sorbona da Guglielmo Cancelli (al secolo Bill Gates):
Fonte corriere.it
IL FUTURO È DEI GIOVANI – Una visione ottimistica, quella di Gates, convinto che l’innovazione non potrà che venire dalle menti della nuova generazione, in particolare da chi ha meno di 25 anni. Questo perché quando si diventa «grandi» si perde l’incoscienza tipica dei giovani, quel coraggio di osare che spesso porta a risultati e a successi inattesi. Per certi versi, quindi, papà Gates considera il troppo sapere degli adulti come un limite, un freno che di fronte alla possibilità di sperimentare spinge a dire «non possiamo farlo!», laddove invece un ragazzino si lancerebbe senza pensarci su troppo. Largo ai giovani, quindi.”

VOCI IN RETE SULLA FAMIGLIA MASTELLA 31 Gennaio, 2008

Posted by marinfaliero in Senza Categoria.
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Dopo aver speso più di una riga anche in favore di Mastella e consorte ho deciso di pubblicare una email, semi-anonima, giuntami oggi.
Solo per pareggiare i conti.

Riporto virgolettato il testo, dai cui poi ognuno trarrà le conclusioni che riterrà più interessanti:

I figli di Sandra e Clemente
Storia di un giornale di partito e di una “bella famiglia come le altre”, raccontata dal Direttore del Corriere d’Italia, Mauro Montanari

Il Ministro della Giustizia, Clemente Mastella e sua moglie Sandra Lonardo hanno due figli, Elio e Pellegrino. Pellegrino è sposato a sua volta con Alessia Camilleri. Una bella famiglia come le altre, ma con qualcosa in più. Per sapere cosa, partiamo dal partito di Clemente che, come i più informati sanno, si chiama Udeur. L’Udeur, in quanto partito votato dall’1,4% degli italiani adulti, ha diritto ad un giornale finanziato con denaro pubblico. Si chiama “Il Campanile”, con sede a Roma, in Largo Arenula 34. Il giornale tira circa cinquemila copie, ne distribuisce 1.500, che in realtà vanno quasi sempre buttate. Lo testimoniano al collega Marco Lillo dell’Espresso, che ha fatto un’inchiesta specifica, sia un edicolante di San Lorenzo in Lucina, a due passi dal parlamento, sia un’altro nei pressi di Largo Arenula. Dice ad esempio il primo: “Da anni ne ricevo qualche copia.
Non ne ho mai venduta una, vanno tutte nella spazzatura!”. A che serve allora -direte voi- un giorna-le come quello? Serve soprattutto a prendere contributi per la stampa. Ogni anno Il Campanile incassa un milione e 331mila euro. E che farà di tutti quei soldi, che una persona normale non vede in una vita in-tera di lavoro? insisterete ancora voi. Che fara?
Anzitutto l’editore, Clemente Mastella, farà un contratto robusto con un giornalista di grido, un giornalista con le palle, uno di quelli capace di dare una direzione vigorosa al giornale, un opinionista, insomma. E così ha fatto. Un contratto da 40mila euro all’anno. Sapete con chi? Con Mastella Clemente, iscritto regolarmente all’Ordine dei Giornalisti, opinionista e anche segretario del partito. Ma è sempre lui, penserete. Che c’entra? Se è bravo. non vogliamo mica fare discriminazioni antidemocratiche. Ma andiamo avanti.
Dunque, se si vuol fare del giornalismo serio, bisognerà essere presenti dove si svolgono i fatti, nel territorio, vicini alla gente.
Quindi sarà necessario spendere qualcosa per i viaggi. Infatti Il Campanile ha speso, nel 2005, 98mila euro per viaggi aerei e trasferte. Hanno volato soprattutto Sandra Lonardo Mastella, Elio Mastella e Pellegrino Mastella, nell’ordine. Tra l’altro, Elio Mastella è appassionato di voli. Era quello che fu beccato mentre volava su un aereo di Stato al gran premio di Formula Uno di Monza, insieme al padre, Clemente Mastella, nella sua veste di amico del vicepresidente del Consiglio, Francesco Rutelli. Ed Elio Mastella, che ci faceva sull’aereo di Stato? L’esperto di pubbliche relazioni di Rutelli, quello ci faceva! Quindi, tornando al giornale. Le destinazioni. Dove andranno a fare il loro lavoro i collaboratori de Il Campanile? Gli ultimi biglietti d’aereo (con allegato soggiorno) l’editore li ha finanziati per Pellegrino Mastella e sua moglie Alessia Camilleri Mastella, che andavano a raggiungere papà e mamma a Cortina, alla festa sulla neve dell’Udeur. Siamo nell’aprile del 2006.
Da allora -assicura l’editore- non ci sono più stati viaggi a carico del giornale. Forse anche perché è cominciata la curiosità del magistrato Luigi De Magistris, sostituto procuratore della Repubblica a Catanzaro, il quale, con le inchieste Poseidon e Why Not, si avvicinava ai conti de Il Campanile.
Ve lo ricordate il magistrato De Magistris? Quello a cui il ministro della Giustizia, Clemente Mastella, mandava tutti quei controlli, uno ogni settimana, fino a togliergli l’inchiesta? Ve lo ricordate? Bene, proprio lui!
Infine, un giornale tanto rappresentativo deve curare la propria immagine. Infatti Il Campanile ha speso 141mila euro per rappresentanza e 22mila euro per liberalità, che vuol dire regali ai conoscenti. Gli ordini sono andati tra gli altri alla Dolciaria Serio e al Torronificio del Casale, aziende di Summonte, il paese dei cognati del ministro: Antonietta Lonardo (sorella di Sandra) e suo marito, il deputato Udeur Pasquale Giuditta.
Ma torniamo un attimo agli spostamenti. La Porsche Cayenne (4000 di
cilindrata) di proprietà di Pellegrino Mastella fa benzina per duemila euro al mese, cioè una volta e mezzo quello che guadagna un metalmeccanico. Sapete dove? Al distributore di San Giovanni di Ceppaloni, vicino a Benevento, che sta proprio dietro l’angolo della villa del Ministro, quella con il parco intorno e con la piscina a forma di cozza. E sapete a chi va il conto? Al giornale Il Campanile, che sta a Roma. Miracoli dell’ubiquità.
La prossima volta vi racconto la favola della compravendita della sede del giornale. A quanto è stata comprata dal vecchio proprietario, l’Inail, e a quanto è stata affittata all’editore, Clemente Mastella.
Chi l’ha comprata, chiedete? Due giovani immobiliaristi d’assalto:
Pellegrino ed Elio Mastella.
Mauro Montanari-Corriere d’Italia/News ITALIA PRESS “
Ai posteri l’ardua sentenza

PANE AL PANE E VINO AL VINO 30 Gennaio, 2008

Posted by marinfaliero in Senza Categoria.
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La sinistra l’ha presa sui denti, e pagherebbe un dazio pesante se si andasse velocemente alle urne.
La destra non ha fatto una mazza per meritarsi la gloria, ma con tutta quella grazia che le è piovuta dal cielo (gratis), non può permettersi di perdere questo momento favorevole.
Cari lidèrs ospiti di RAI (1-2-3) e Mediaset (4-5-6), ci basta aver partecipato ad una assemblea di condominio per capire la sottile raffinatezza della vostra politica da quattro soldi.
L’uno vuole votare subito e l’altro no, per subitanea opportunità e convenienza.
Però, sappiatelo, noi alle riunioni di condominio ci dobbiamo andare di persona, senza scorte, ed alla politica ci siamo addestrati di anno in anno, magari controvoglia (sacrificando una partita di Coppa Campioni che ancora brucia), ma comunque molto meglio di quanto pensiate o vi raccontino.
Allora, meno pippe mediatico filosofiche elettoral-riformistiche e datemi una matita copiativa che vi faccio vedere di cosa sono capace.
Avanti, venite avanti, che vi sto aspettando.
Questa volta il voto non lo annullo neanche, mangio direttamente la scheda.
Oppure ci scrivo OBAMA, giusto per rompervi i coglioni.

A PENSAR MALE SI FA PECCATO, MA…. 29 Gennaio, 2008

Posted by marinfaliero in Senza Categoria.
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Veltroni vuole fare le riforme in 8-12 mesi, che sia un caso?
A guardare qui sotto non si direbbe

I MAGISTRATI, INEVITABILMENTE, FANNO POLITICA 29 Gennaio, 2008

Posted by marinfaliero in Senza Categoria.
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Immaginando di dover postare qualcosa attinente gli sviluppi della situazione politica avevo voluto attendere qualche giorno per avere le idee un po’ più chiare.
Chiuso a sandwich tra Governi “di scopo” e Rivoluzioni Padane faticavo a trovare un argomento degno di un qualche approfondimento.
Tra ieri ed oggi, invece, è stata divulgata una notizia leggera leggera, elegantemente relegata tra quelle che vengono lette durante i Tiggì a bocca stretta, con modalità paragonabili alle pubblicità dei prodotti farmaceutici.
Avete presente? E’unmedicinaleusareconcautelasolosottocontrollomedicopuòaverecontroindi………
Dunque, pare che il Pubblico Ministero della Procura di Napoli (cui l’inchiesta è stata trasferita) abbia chiesto la revoca degli arresti domiciliari per la moglie dell’On. Clemente Mastella, per il venir meno delle esigenze cautelari.
Per gli altri componenti dell’Udeur coinvolti nella vicenda delle nomine alle Asl ed affini, invece, è tutto confermato.
La questione sembrerebbe di poco conto ma non lo è, visto che proprio le vicende giudiziarie della Signora Lonardo Mastella hanno spinto il Governo Prodi oltre il ciglio del burrone sul quale si manteneva in precario equilibrio da tempo.
Spieghiamo in maniera semplice cosa siano queste benedette esigenze cautelari, la cui premessa è rappresentata da gravi indizi di colpevolezza (art. 273 C.P.P.) a carico della persona destinataria del provvedimento.
E questo è un fatto.
L’art. 274 C.P.P. stabilisce che le misure cautelari personali possano essere disposte dalla magistratura per il pericolo di inquinamento delle prove da parte dell’indagato, per il pericolo di sua fuga, ovvero per il pericolo di reiterazione del reato.
Gravi indizi di colpevolezza, quindi, ed almeno uno dei tre “pericoli” appena evidenziati.
Nel caso della Signora Lonardo, Presidente del Consiglio Regionale della Campania in carica, è evidente che il mantenimento della funzione pubblica logicamente ammette che la concussione (tipica del Pubblico Ufficiale – dell’incaricato di Pubblico Servizio) possa essere reiterata.
Questa esigenza cautelare, evidentemente, non era ritenuta sussistente dalla Procura di S.M. Capua Vetere.
O meglio così dovrebbe essere, posto che non è certo venuta meno interpretando alla lettera le parole dell’attuale P.M. di Napoli.
Quanto al pericolo di fuga, l’insussistenza apparirebbe in re ipsa.
Se si pensa che qualcuno possa tagliare la corda, infatti, si adotta una misura ben più restrittiva degli arresti domiciliari, salve ragioni di salute od età incompatibili con il carcere.
Rimane il pericolo di inquinamento delle prove, della loro acquisizione e genuinità.
Intorno a tale rischio, quindi, sembrerebbe aver ruotato la concessione della misura, richiesta da un magistrato inquirente e valutata, nonchè concessa, da un secondo.
Per carità, magari non è un’aspetto così trascurabile come si potrebbe intendere, però sulle conseguenze che ha determinato l’operato dei magistrati di Santa Maria Capua a Vetere una breve riflessione si può spendere.
Era proprio necessario?

PRODI – IL SUICIDIO RITUALE (SEPPUKU) 25 Gennaio, 2008

Posted by marinfaliero in Senza Categoria.
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Il Samurai Prodi ha trovato la gloriosa morte che cercava nella battaglia al Senato, soverchiato dal nemico e dai tradimenti degli alleati.
Ora che la guerra sembra essere finita, quindi, c’è il tempo per riflettere sui motivi del fallimento, sulle prospettive future, sul destino di quelle elezioni che oggi sembrano inevitabili.
Questa mattina ho letto il necrologio di Ezio Mauro su Repubblica (“Così muore il centrosinistra”) e l’analisi di Massimo Franco sul Corriere della Sera (“L’ostinazione e la disfatta”).
Entrambi gli articoli offrono una lettura interessante dell’epilogo cui si è giunti soffermandosi però, a mio modo di vedere, su un piano di lettura dei fatti molto legato a dinamiche antiche.
Certo non sono nessuno per criticare due monumenti del giornalismo italiano, ma è evidente come il loro commento politico privilegi valutazioni quasi meccaniche della crisi.
Prodi ha perso la partita a causa della nascita del PD, che ne ha messo in discussione il ruolo di leader; oppure in conseguenza delle insanabili tensioni tra l’ultrasinistra e la componente cattolica, che hanno indebolito l’azione di governo; oppure il voltafaccia dell’Udeur.
Tutto vero ma anche tutto troppo banale rispetto al clima generale che si respira.
La crisi della coalizione di centrosinistra é stata straziante, ma ridurre la nascita del PD ad un fatto destabilizzante per Prodi significa aver mangiato la foglia.
Il PD non è nato per caso durante la legislatura, ma per far riconoscere agli italiani un soggetto diverso da quello impresentabile che li governava.
Nessuna confusione, insomma, ed a maggior riprova la dichiarazione di Veltroni che intende correre in solitario qualora vi fossero le elezioni.
Hanno capito per primi che i consensi elettorali (che a loro interessano tanto) non sono più relegati entro i recinti già conosciuti, ma vagano allo stato brado in cerca di cibo.
L’elettorato si è sganciato da vecchi amori ormai senza passione, risvegliato con i sali dagli estratti conto, da Beppe Grillo, dalla magistratura, dai libri come “La Casta” e dai blogger.
Sbaglia grossolanamente chi ancora ritiene che da una parte vi siano gli elettori di sinistra, più fedeli di Argo il cane di Ulisse, e dall’altra i cosiddetti moderati, mai abbastanza decisi per saltare il fossato.
Le scelte strategiche dei protagonisti della crisi non possono non aver tenuto conto dell’opportunità di sfruttare in futuro questo straordinario nomadismo.
Parlate con amici e conoscenti, nel vostro personale campione per sondaggi, e troverete conferma di questa sensazione, percependo il disincanto verso tutte le bandiere ideologiche tradizionali.
L’incubo del mutuo, del lavoro precario, delle carte revolving, della spesa e del tenore di vita perduto non hanno colore né ideologia, colpiscono ecumenicamente il “parco buoi” della politica, che si ritrova oggi affrancato e rancoroso, desideroso di trovare una soluzione ai propri problemi, rapida, da qualsiasi parte essa provenga.
Non c’è fascista, comunista o fondamentalista che possa rinunciare per educazione preconcetta al pane, alla benzina, al riscaldamento, ad un vita decorosa, alla tranquillità economica propria e dei propri familiari.
L’elettorato non è più quello del passato, che per convincimento ideologico confermerebbe Romano Prodi per questioni “di scuderia”.
Ma nemmeno Berlusconi, se è per questo.
La crisi, quindi, trova le proprie origini in una intuizione cinica che si rivelerà, però, corretta: il cane ora ha fame e si piazzerà presto davanti alla porta di chi gli da da mangiare.
E Veltroni, che è furbo di sette cotte, ha già comprato la carne macinata che ci sventolerà sotto il naso.
Ciao ciao, Romano, Mastella è stato solo l’uomo giusto al momento giusto.

PRODI E L’ULTIMO SAMURAI 24 Gennaio, 2008

Posted by marinfaliero in Senza Categoria.
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Romano ce l’ha fatta.
Ottenuta la fiducia alla Camera, dove appariva peraltro scontata, i cronisti lo descrivono avvicinarsi baldanzoso verso palazzo Madama.
Al Senato, però, non sembra attenderlo l’en plein.
Gli analisti hanno infatti consumato le calcolatrici per verificare la possibilità di ottenere la fiducia, senza però trovare alcuna soluzione alle defezioni di Dini (e Diniani), Turigliatto, Pallaro, Mastella (e l’Udeur).
Solo una clamorosa botta di culo o un’improvvisa epidemia influenzale nelle fila dell’opposizione potrebbero salvare il nostro eroe, che in pratica è fottuto, ma non molla.
Viene alla mente la storia di Noubo Sangrayban, ultimo soldato giapponese arresosi dopo la fine del secondo conflitto mondiale.
Fedele al proprio solenne giuramento di fedeltà all’Imperatore lottò nell’isola di Mindoro (Filippine) sino ad esaurire le munizioni, per poi imbracciare arco e frecce.
Solo nel gennaio 1997, ormai ottantacinquenne, decise esausto di consegnarsi ad una sconcertata missione scientifica occidentale.
Romano e Noubo, due irriducibili.
Una cosa, però, distingue forse il secondo.
Noubo, infatti, appreso cosa l’aspettasse nel nuovo Giappone decise di ritirarsi nell’isola dove aveva combattuto per oltre cinquant’anni.
La Mindoro di Romano, invece, è già stata occupata manu militari da Vuòltèr Veltroni.
Romano non ha più nemmeno una casa, come centinaia di migliaia di bamboccioni……

BREVE PENSIERINO PER LA NOTTE 22 Gennaio, 2008

Posted by marinfaliero in Senza Categoria.
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Lo scorso 3 gennaio il petrolio superava il prezzo di 100 $ al barile, oggi è a circa 89.
Visto che i conti vengono facili facili mi chiedo: la benzina al distributore è scesa dell’11%?
Sono domande retoriche e populiste, sia chiaro, perché i petrolieri vendono oggi il petrolio che hanno acquistato a 100 dollari.
Tra 18 giorni, però, lo venderanno all’11% di meno?
Possibile che a questi ragionamenti da massaia nessuno dia mai spiegazioni convincenti?

22 Gennaio, 2008

Posted by marinfaliero in O tempora o more.
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LA CRISI LASCERA’ IL PAESE SENZA GUIDA – LA POPOLAZIONE SI ORGANIZZA PER EVITARE IL PEGGIO 21 Gennaio, 2008

Posted by marinfaliero in Senza Categoria.
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Cedete lo passo!